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  lunedì 01/10/2007
Gufetto.it

Francescomantero: intervista

Francescomantero, cantautore e self-made man, ha pubblicato da poco il Cd “In ascolto”, un album che riesce a essere retrò e splendere di luce propria allo stesso tempo. Scopriamo qualcosa in più su di lui e sul suo disco.

Mi racconti qualcosa di te? Una presentazione breve per chi non ti conosce…

Mi sono avvicinato molto presto alla musica, osservando un gruppo in sala prove mi sono innamorato subito della batteria. Nel corso degli anni poi ho studiato armonia, composizione, canto, ecc. Ho messo tutto nello shaker, ho mischiato forte e ne è uscito un autore di testi-cantante-musicista…
Approfondendo la risposta, direi che fra quelli che non mi conoscono, in realtà, ci sono anch’io.

“In ascolto” è un album sensibile. La sensibilità è un pregio o un difetto?

La sensibilità insieme all’intelligenza e all’attenzione sono gli strumenti necessari per osservare i meccanismi che ci impediscono di essere ciò che siamo veramente, più aumenta e più la nostra percezione della realtà diventa sottile. Se per difetto intendi che una forte sensibilità ci espone al rischio della sofferenza, sono d’accordo con te…

…Si, intendevo proprio questo…

Ma la sofferenza insieme all’amore sono i motori più forti che abbiamo a disposizione per conoscere la nostra vera natura, sempre che, per paura, non perdiamo l’occasione e giriamo la testa altrove per non guardarli.

Come mai hai scelto questo titolo?

La scelta si collega alla risposta precedente: essere “in ascolto” è la condizione necessaria per riconoscere i nostri condizionamenti, e, se ciò accade, trascenderli.

Sul tuo sito c’è uno spazio dedicato ai tuoi dischi preferiti. Se dovessi sceglierne solo 3 quali sceglieresti? Quali di questi ha influenzato la tua musica?

Non riesco a sceglierne tre, piuttosto uno solo: “Kind of Blue” di Miles Davis

Il mio brano preferito di “In ascolto” è “La notte”. Com’è nato?

E’ nato di notte di fronte allo specchio. In un momento difficile di un rapporto di coppia mi sono trovato ad osservare i ruoli e il tempo che sfumano e diventano sempre meno definiti. Musicalmente ho cercato di mantenere il più possibile l’intimità di quel momento con una sonorità molto acustica, la batteria suonata con le spazzole, il contrabbasso e una poeticissima armonica a bocca suonata da Bruno de Filippi.

Sul tuo spazio MySpace si può ascoltare il pezzo “Un amore finisce”. Perché hai scelto proprio questo brano per presentarti al popolo di internet?

Non c’è stata una scelta strategica: i dodici brani che compongono “In ascolto” hanno ognuno una propria personalità. Si passa dalle ambientazioni quasi prog-rock di “chiaroscuro verde fata”, al jazz acustico de “la notte”, alla fusion elettrica di “osserva”. Scegliere un brano che rappresentasse l’album era impossibile. Ho optato per il brano d’apertura dell’album, ma tutto è in continuo movimento e non è escluso che ne faccia girare anche altri.

Hai previsto un tour?

Ho iniziato le prove con il mio gruppo live. Per portare dal vivo le sonorità dell’album, ho messo insieme sette musicisti me compreso. Insieme alla regista teatrale Ester Montalto, stiamo pensando ad uno spettacolo che stia a metà strada fra un concerto e uno spettacolo teatrale. Mi piacerebbe riuscire a presentarne un’anteprima nella seconda metà di novembre. Vi terremo aggiornati. Stiamo anche preparando una formazione unplugged di tre o al massimo quattro elementi per presentazioni in spazi più piccoli.

Vuoi aggiungere qualcosa?

A chi volesse regalarmi la gioia di ascoltare “In ascolto” suggerirei di farlo gradualmente, è un album in cui entrare lentamente, ascoltandolo, se possibile, più di una volta.

Intervista di: Ilario Pisanu


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