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  giovedì 23/07/2009
il Giornale.it

Danzando nelle cave del marmo del Duomo

A ncora pochi giorni per visitare la bella mostra al Palazzo Broletto di Como. «Sussurri e grida», questo il titolo della personale di Federico Guida (Milano, classe 1969), è aperta infatti sino a domenica, e tra performance musicali (martedì sera ha suonato il musicista francescomantero che, aiutato da una batteria e un computer, ha stratificato groove ritmici sovrapponendo a essi strati di tappeti sonori) e un allestimento d'eccezione (a cura dell'architetto Marco Balzarotti), la rassegna presenta diciotto tele dedicate dall'artista al mondo della borsa internazionale. Le postazioni di lavoro affollate, la contrattazione, la frenesia dei brokers, la New York stock exchange, il denaro contante, «Sussurri e grida» è come un salto senza paracadute nel mondo della finanza internazionale, dove ciò che conta non è la caduta, ma l'atterraggio. E Guida non descrive la Borsa solo come luogo fisico, di lavoro, visto col distacco di un non addetto ai lavori. L'artista fa di più, cerca di catturare l'aspetto psicologico dei personaggi, le emozioni che si celano dietro alle aspettative, quelle legate all'incertezza dell'investimento. E così le sale operative si trasformano in un'arena dove è palpabile il coinvolgimento, l'attesa che rode il fegato, la responsabilità di cui ci si sente incaricati, la tensione che va controllata, perché la precisione, nella teoria del calcolo, viene prima di tutto. 
Le diciotto opere presenti in mostra (tutte tele di grandi dimensioni) sono state realizzate dall'artista nel 1997, su commissione di una finanziaria svizzera. Rimaste per tutto questo tempo all'interno della sede, vengono presentate al pubblico per la prima volta. «Sono quadri forti e attuali - continua Guida -, in cui già c'era il germe di uno sviluppo futuro, quella ricerca sul corpo e l'introspezione che ha accompagnato il mio lavoro». Alle tele originarie l'artista ha aggiunto due nuovi lavori, realizzati apposta per la mostra. Un toro e un orso, che sembrano messi lì per fare da guardia agli esseri umani. Un toro scalpitante, pronto a sollevare in aria il suo avversario con un'incornata. E un orso pacifico, che non si tirerebbe indietro dall'atterrare con una zampata chi disturba il suo letargo. Sono i simboli del mondo borsisitico.


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