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  martedì 25/09/2007
La Provincia

Mantero: "Ascolto soltanto la realtà"

Testi scritti in minuscolo, nome e cognome uniti. Un modo scelto per comunicare con il suo pubblico
Mantero: «Ascolto soltanto la realtà»
Lancio nazionale per il nuovo cd del comasco, che spiega: «Le parole sono solo convenzioni»

Musicista eclettico, passa con disin voltura a un’installazione sonora suggestiva come Elettrofoniache, qualche tempo fa, illuminò la piazza dedicata al “padre della luce” Alessandro Volta, alle musiche per il cinema, per il teatro. Batterista, compositore, pianista, cantante, anche poeta, ora è tornato a occuparsi di canzoni pubblicando in ascolto, il nuovo album di Francesco Mantero. Anzi, di francescomantero: scopriamo subito perché.
Non si tratta solo di un artificio grafico...
No, certo. Anche tutti i testi delle canzoni sono scritti in minuscolo. È frutto di una riflessione, che si è rispecchiata nelle liriche dei brani e, alla fine, anche in questa scelta.
Lavorando con le parole ci si accorge di quanto, queste, siano solo convenzioni. Anzi, se un concetto, un’esperienza è verbalizzabile significa che non è già più realtà. E così i nomi. Hanno senso solo nelle convenzioni sociali.

E, forse, si parla sempre troppo senza riflettere mai. È per questo che l’album si intitola «in ascolto»? 
È una strategia, permette di osservare le dinamiche senza esserne travolti. Anche l’immagine di copertina, uno scatto di mia sorella Vivide a Zanzibar, è sembrata subito esprimere appieno questo pensiero: quell’uomo lascia che la realtà sia quello che è, non si oppone.
Un tassello andato subito a posto con grande naturalezza.
Gli altri tasselli sono le canzoni e i musicisti chiamati a collaborare al cd.
Ho instaurato con loro una collaborazione strettissima. Con il pianista Simone Bollini e il bassista Lele Palimento in particolar modo: rappresentano un po’ il cuore della formazione.
Poi ho cercato i giusti colori strumentali per ogni musica, lasciando spazio all’estro del singolo, confrontando le idee, sperimentando anche perché amo il jazz e i jazzisti, non avrebbe potuto essere altrimenti.
Ci sono anche personaggi che sono dei pezzi di storia italiana, come Bruno De Filippi. Il suo pezzo di armonica è uno dei più emozionanti. un uomo, prima che un musicista, straordinario. Dopo la registrazione si è messo a chiacchierare raccontando cinquanta e più anni di matrimonio con le note parlando di Louis Armstrong e altri mostri sacri con cui ha collaborato come se fosse del tutto normale.
Gigi Cifarelli...
Un perfezionista assoluto. Ha realizzato un assolo di chitarra che poteva essere anche buono “alla prima”. Invece ha voluto cesellare ogni singola nota: un grande perfezionista.
francescomantero è un perfezionista?
Sicuramente gli arrangiamenti, come i testi, le singole parole, sono frutto di un lavoro molto lungo, iniziato già nel 2001. Ci sono scintille lasciate a decantare per diverso tempo, altri pezzi che si sono aggiunti all’ultimo momento.
 
Cosa rappresenta, oggi, un disco?
Per me sicuramente un grande momento di crescita, personale, interiore. Direi lo stesso anche se non lo avessi pubblicato. Da discografico confermo che stiamo attraversando un momento interlocutorio ma io preferisco “l’oggetto” disco che, poi, ha una sua unitarietà, non ha senso ascoltarne solo alcuni pezzi come avviene scaricando dalla rete.
Nel futuro?
Uno spettacolo. Non un semplice concerto ma un incontro di musica, parole e luce che sto studiando con la regista Ester Montalto. Un’altra convenzione da spezzare, quella del concerto con tutte le canzoni in fila e niente più.
Alessio Brunialti 




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