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  lunedì 08/10/2007
La Provincia

L’«enciclopedia» di francescomantero

I dodici brani di «in ascolto» hanno avuto una lunga gestazione e vantano un elenco di ospiti di prima grandezza tra i quali
spicca un chitarrista dello spessore di Gigi Cifarelli Il tutto al servizio di arrangiamenti policromi e melodie ariose.

Album numero due per Francesco Mantero ma, per chi lo ha conosciuto con gli UB Maior,
si tratta di un esordio, di un nuovo soggetto, francescomantero, che chiede di mettersi
semplicemente in ascolto di questi brani.
Perché questi minuscoli? Perché tuttoattaccato? Come ha spiegato il musicista comasco a
queste pagine, una riflessione sul significato e sui compromessi dei nomi e delle parole
(naturalmente con non poche conseguenze sui testi) ha portato a questa scelta originale,
coraggiosa, per certi versi così come, in un mondo che adora apparire quale è quello rock,
ha privilegiato un bello scatto della sorella Vivide per la copertina semplicemente perché sembrava
l’immagine più appropriata per accompagnare il disco.
Chi ha conosciuto Mantero negli ultimi anni, sono sette quelli che separano il cd del gruppo da questo lavoro,
potrebbe restare spiazzato: l’artista si è recentemente dedicato a sonorizzazioni, a performance, a commenti sonori.
Il cantautore che ama il jazz e apprezza colleghi raffinatissimi come Sting e Donald Fagen tardava a farsi risentire.
I dodici brani di in ascolto hanno avuto una lunga gestazione e vantano un elenco di ospiti di prima grandezza.
Dato che, come ovvio giusto, si privilegia il “prodotto locale”, a scorrere i crediti del cd sembra di legge-
re una piccola enciclopedia del meglio dei musicisti lariani: c’è una sezione ritmica di base composta dallo stesso Mantero
che, naturalmente, non ha dimenticato la batteria, il suo primo amore (anche se di divide tra numerosi altri strumenti),
dal bassista Lele Palimento e dal pianista Simone Bollini. Poi incontriamo virtuosi come il tastierista Damiano Della Torre, chitarristi dello spessore di Gigi Cifarelli, Marco Greco, Aldo Guarisco e Andrea Menafra, il bel talento di Marco Bianchi,
vibrafonista di estrema versatilità, l’elenco è davvero lungo.
Sono al servizio di arrangiamenti policromi, che prediligono i ritmi composti e melodie ariose.

Al. Br.



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