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  lunedì 19/12/2005
La provincia

Suoni elettrici e fasci di luce "coraggiosi" Cosi Mantero omaggia Volta

Como. Un riuscito connubio di musica e luci, suono e visione, per dirla con David Bowie e di certo, nella performance tenuta da Francesco Mantero si avverte tutto l'eco di un passato che ha portato la musica elettronica dall'essere, inizialmente, una faccenda di nastri, poi di sintetizzatori, oggi di computer. Ma l'assunto non cambia: suscitare emozioni anche rinunciando alla melodia tout court, a un'orecchiabilita fatta di successioni armoniche ormai esaurite. C'e riuscito, Mantero, grazie a una fusione di suoni, note, frequenze, rumori e pulsazioni che ha controllato da un palco dove l'unico strumento tradizionale era la sua batteria, affrontata nell'ultimo tratto di una tetralogia dedicata alla luce, dedicata all'energia che sprigiono quel Volta che ha osservato, dal bianco della sua statua, benevolente un evento fra i piu originali e riusciti di quelli proposti a Como negli ultimi anni. E lo scienziato e stato salutato dagli eredi delle sue scoperte: potenti fari che prima hanno disegnato con fasci di luce piramidi geometriche mentre ispezionavano le case circostanti fino a indirizzarsi, proprio alla fine, tutti sul volto della scultura. Proprio la materializzazione di questo impalpabile prisma ha richiamato i Pink Floyd alla mente, ma la musica non e quella carezzevole degli anni Settanta. Non a tutti, e parso, e "piaciuto" in termini puramente estetici cio che si e ascoltato nei trentun minuti d'orologio di questa esibizione che, pur affidandosi a un calcolatore, non ha esternato freddezza. In un concerto aperto a tutto il pubblico, in un sabato prenatalizio da regali, con la giostrina per i bimbi a fare da fondale decontestualizzato e francamente impossibile accontentare tutti. Bene: questo e un atto di coraggio dopo tentativi poco o peggio riusciti di ragionare forzatamente in termini popolari. Il consenso, Mantero, l'ha invece cercato nella sua arte e nell'abbraccio di molti. Un'esperienza da ripetere.

Alessio Brunialti

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